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Mauro Fileni sulla nota di Fabio De Marco

Condivido appieno quanto sostiene De Marco sul popolo Italico e cito le sue parole “Infatti, il nostro popolo è indifferente al sentimento di identità nazionale, all’etica ambientale ed altro. Noi siamo un popolo che guarda con ammirazione chi riesce a sottrarsi alla imposizione fiscale e tributaria …  Oggi, mi pare, che l’indifferenza sia addirittura elevata ad agio, al rango di obiettivo personale da raggiungere”.

Cercando di non essere anch’io così ma di essere un buon cittadino, all’approvazione dei lavori di rifacimento stradale del consorzio, ho partecipato al pagamento delle quote a me spettanti nella modulazione rateizzata prevista (tre rate), contrariamente ad alcuni consorziati della mia strada che hanno preferito il pagamento anticipato a scatola chiusa ma usufruendo di uno sconto…

Nella vita, sempre per essere coerente con me stesso e con i principi di buon cittadino, cerco di partecipare alle assemblee anche per il rispetto per chi si impegna e assume ruoli di responsabilità e per di più in forma gratuita. Per questo, contrariamente a tanti altri, perché effettivamente all’assemblea eravamo pochini, ho partecipato all’ultima assemblea e sono anche intervenuto.

A questo punto mi sento tirato in ballo e mi ritrovo a dare dei chiarimenti sul mio intervento in assemblea.

Per prima cosa, anche se con ritardo, devo fare le mie scuse ai partecipanti ed alla presidenza perché, lo riconosco, il mio intervento è stato un po’ caloroso.

Si sono il consorziato che non merita di essere citato per nome da De Marco e che “impavidamente e pubblicamente”, visto che credo nella democrazia partecipativa, ho semplicemente detto, nel mio intervento, che non intendo SALDARE i lavori ( visto che due rate le ho già pagate e che non ho alcuna morosità consortile in atto) fino a che questi non vengano ripresi/completati visto che proprio la mia strada è una delle poche a non essere ancora asfaltata. Chiamando direttamente in causa la presidenza ho detto se loro pagano anticipatamente e completamente un qualsiasi lavorante che gli deve eseguire dei lavori senza sapere se poi il lavoro sarà fatto, fatto completamente e a regola d’arte. Ho chiesto anche se, nelle loro professioni, riescano a farsi pagare anticipatamente e totalmente prima di fare alcunché magari facendo un po’ di sconto.

Badate non ho detto che non pagherò, non ho detto che il consorzio non deve esistere o che le carte siano truffate, ho semplicemente detto che prima di saldare vorrei vedere la mia strada asfaltata e magari vedere anche un parco bambini con le altalene e con un po’ d’ombra.

Dette queste cose non pensavo di sconvolgere De Marco e di passare per egoista e “di voler far prevalere il proprio interesse individuale “ e di avere, cito sempre le sue parole, “Questo comportamento è contrario e incompatibile con lo status di partecipante ad una comunione pro indiviso” ma pensavo che fosse un diritto sacrosanto, visto che uno paga, vedere risultati.

Per concludere mi chiamo Mauro Fileni, pago regolarmente il consorzio e non butto l’immondizia in strada e qui mi ricollego alla lettera di De Marco “Sono molte le persone che mi accusano di essere arrogante …. ma certamente non mi faccio prendere per i fondelli, Io sono assolutamente ed orgogliosamente recalcitrante a considerare l’indifferenza come un valore da diffondere e preferisco continuare ad indignarmi davanti a questi fatti”.

Buona giornata a tutti, Mauro Fileni

Caro Mauro, non è mio costume commentare le lettere dei consorziati, ma, come responsabile della comunicazione, una precisazione devo fornirla. Le ditte che si sono aggiudicate gli appalti sono state pagate, tempo per tempo, a seguito della presentazione dei SAL, i documenti che attestano lo stato di avanzamento dei lavori, validati dal Direttore dei Lavori. Il Consorzio, in questo campo, ha fatto molto di più in quanto ha vincolato, contrattualmente, l'avanzamento dei lavori appaltati ai flussi finanziari in entrata, cioè al versamento dei contributi straordinari da parte dei consorziati. Ciao e grazie, Nicola Ceccarossi