Dalla strumentalizzazione del codice 0810 alla verità dei fatti
Ripetere in continuazione una bugia, può trasformarla in verità?
A Ardea, sembra proprio di SI! Qui, infatti, la battuta “daje e daje la cipolla diventa aje…” ha trovato un suo particolare brodo di coltura!
Prova ne sia che sul codice 0810, in rete e sui giornali online, abbiamo letto di tutto, dall’appropriazione da parte del nostro Consorzio di un codice di esclusiva pertinenza del Comune di Ardea sino al chiamare in causa lo stesso Sindaco di Ardea chiedendogli, con un post urlato, “SINDACO, LO 0810 E’ UN CODICE DEL COMUNE! LE INVIA LEI LE CARTELLE ESATTORIALI DEI CONTRIBUTI CONSORTILI?”
Sulle prime, dopo aver letto il post, ci abbiamo sorriso sopra. Poi abbiamo iniziato a porci delle domande, visto che non riuscivamo a capire le ragioni di “tanto rumore… per nulla”. Alla fine, giovedì 8 agosto 2019, dopo aver assistito ai lavori della Commissione Speciale Temporanea di Studio sui Consorzi, ci è stato chiaro perché sia stato tirato in ballo il codice 0810, ma non solo!
E’ stato sbandierato un uso inappropriato del codice 0810, per accreditare l’ipotesi che fosse stato il Consorzio Lido dei Pini Lupetta a richiedere all’Agenzia delle Entrate e Riscossione di utilizzare tale codice per l’incasso dei contributi consortili. La verità è un’altra dato che il codice 0810 lo attribuisce “motu proprio” l’Agenzia delle Entrate e Riscossione. Per questa ragione abbiamo chiesto alla Commissione di suggerire al Comune di chiedere all’ADER con quali modalità attribuisce i codici.
Montare un caso sul nulla, arrivando finanche a coinvolgere e perturbare il lavoro del Sindaco di Ardea, non è cosa da poco. A meno che non si sia trattato di un diversivo, utile a sviare l’attenzione dai danni incautamente provocati ai consorziati. Quelli, appunto, che erano stati spinti a non pagare i contributi consortili e a fare istanza in autotutela all’Agenzia delle Entrate e Riscossione. Ora, questi Consorziati hanno il problema dei fermi amministrativi e delle ingiunzioni a pagare le cartelle esattoriali scadute e la cosa ci dispiace molto.
Assistere ai lavori della Commissione Speciale è stato molto utile in quanto, in primis, l’Assessore all’ambiente, territorio, espropri e politiche del patrimonio, arch. Pamela Pezzotti ha ribadito le funzioni ed i limiti della Commissione e confermato che l’Amministrazione ha richiesto all’ADER un incontro specifico che si dovrebbe tenere nel prossimo mese di settembre; poi ha riferito che il Comune di Pomezia, a seguito di una specifica richiesta di accesso agli atti, ha risposto di aver consegnato, già nel 1970, al Comune di Ardea la documentazione richiesta; che le strutture comunali sono state attivate per cercare la documentazione sui Consorzi, attualmente ancora non reperibile; che nel territorio di Ardea insistono 2 consorzi, la cui costituzione è riconducibile alla legge del 1918, e 11 comprensori provenienti da lottizzazioni successivamente accorpate; che l’Amministrazione prenderà in considerazione solo documentazioni rivenienti da originali, in quanto sono stati rinvenuti documenti alterati e contraffatti; che il Prefetto, qualora, in base agli atti presentati e/o esaminati, avesse riscontrato violazioni da parte del Consorzio Lido dei Pini Lupetta sarebbe già intervenuto.
In merito alla non reperibilità della documentazione riguardante il Consorzio Lido dei Pini Lupetta, ci siamo permessi di consigliare alla Commissione, dopo aver manifestato il nostro apprezzamento per la sua costituzione e dopo aver preso impegno formale a consegnare alla stessa tutta la documentazione in nostro possesso, di prendere visione della deliberazione comunale n°115 del 18 novembre 2009, in quanto nella deliberazione sono riportate, e certificate dalla strutture comunali competenti, tutte le notizie riguardanti il nostro Consorzio che ne attestano la costituzione e l’evoluzione nel corso degli anni.
Il dirigente dell’area tecnica del Comune, ing. Emanuele Calcagni, a specifica domanda, rispetto al vincolo per l’acquisizione da parte del Comune delle opere di urbanizzazione (strade, rete fognaria, rete idrica, illuminazione, etc.) previste dalle lottizzazioni accordate, ha sottolineato che tale vincolo riguarda le lottizzazioni accordate dal 1967 in poi e non anche quelle precedenti, spiegando che se un Comune vuole acquisire le opere di urbanizzazione effettuate prima del 1967 deve riconoscere il valore di tali opere e pagarne il corrispettivo ai legittimi proprietari, i Consorzi, ovverosia ai consorziati.
L’unica nota stonata che abbiamo rilevato, dopo la conclusione dei lavori della Commissione, riguarda il modo con il quale alcuni di coloro che hanno assistito ai lavori sono intervenuti. Non hanno rispettato la raccomandazione della Presidente Giovannella Riccobono di fare interventi brevi e di non più di cinque minuti ed hanno scambiato la Commissione per un aula di Tribunale nella quale si sentivano a proprio agio ed autorizzati a fare delle arringhe, lunghe e capziose.